Come si usa la mappa catastale
Cerca un indirizzo o clicca un punto qualsiasi d’Italia: foglio e particella, perimetro vero, superficie misurata — e sopra, gli strati di rischi e valori.
- Un click su un punto qualsiasi: la particella si accende col perimetro vero del catasto.
- La scheda dice foglio, particella, superficie, rischi ISPRA, valore OMI, rilievo e vincoli.
- Consultare è gratuito; visura e ispezione si comprano solo se servono, col prezzo davanti.
01 · Aprire la mappa
La Mappa catasto è nella barra, accanto al Dossier. Cerca un indirizzo o un comune, oppure clicca su un punto qualsiasi: la particella sotto il click si accende col suo perimetro.
La copertura è la cartografia dell’Agenzia delle Entrate: tutta Italia tranne i comuni a catasto tavolare di Trento e Bolzano, che il servizio nazionale non espone. Lì la mappa lo dice — non mostra un vuoto spacciandolo per “nessun immobile”.
02 · La scheda della particella
03 · Lo strato dei rischi
Frane e alluvioni delle mosaicature ISPRA, tagliate sulla geometria della particella: non “il comune è a rischio”, ma quale percentuale della tua particella ricade in quale classe. In più, la zona sismica del comune.
Dove il dato manca lo diciamo, non lo trasformiamo in zero: una particella senza classificazione non è una particella “sicura”.
04 · Lo strato del valore
Le quotazioni OMI della zona, in euro al metro quadro per tipologia, semestre per semestre: il numero che dice se il posto vale quanto l’attività che ci sta sopra.
05 · La mappa di un’azienda, da una partita IVA
Il percorso al contrario: non si parte dal territorio ma dall’azienda. Con la partita IVA la mappa disegna tutti gli immobili intestati — terreni e fabbricati, in ogni comune d’Italia — con superfici reali, pericolosità idraulica e quotazioni già sopra. Non si clicca niente a mano: le particelle arrivano dal Catasto.
- Il dossier estrae gli immobili
Il Catasto è l’unica fonte a pagamento del giro, e sta nel dossier completo: è lì che si scopre quali immobili sono intestati a quella partita IVA, comune per comune.
- «Verifica territoriale», dentro il dossier
Il capitolo che trasforma quell’elenco in geometrie: perimetri veri dalla cartografia dell’Agenzia e rischi ISPRA, particella per particella. Si avvia col bottone «Guarda gli immobili sulla mappa» e dura un paio di minuti su un portafoglio grande. Non costa nulla: quelle due fonti sono pubbliche.
- La mappa intera
Da lì «Mappa completa» apre il patrimonio nella mappa catastale, con i comuni come navigazione, gli strati accendibili e il report. Lo stesso indirizzo si raggiunge dal tab AZIENDE della mappa scrivendo la partita IVA.
- Salvala, e resta tua
Il portafoglio si salva in «Le mie mappe» come aggancio alla partita IVA: si riapre sempre dal catasto aggiornato, non da una fotografia vecchia. Le particelle aggiunte a mano restano segnate come tali.
Se scrivi una partita IVA di cui non è mai stato aperto un dossier, la mappa non inventa: piazza il domicilio fiscale (VIES, gratuito) e ti dice che gli immobili non sono ancora stati estratti. Il numero di particelle disegnate può essere minore di quelle intestate — qualche foglio non è pubblicato nella cartografia nazionale, e la mappa elenca quali sono invece di nasconderle nel conteggio.
06 · Le imprese (in prova)
Lo strato più giovane, e la pagina lo dichiara: la densità di attività comune per comune (ISTAT), le insegne sul territorio e le aziende in vendita su Sherlok. Da un’insegna si risale alla P.IVA — e dalla P.IVA si apre il dossier.
I dati di Dossier Aziende vengono da fonti ufficiali e dichiarate — VIES, Registro Imprese, bilanci depositati, Registro Informatico dei Protesti, Agenzia delle Entrate (Catasto e OMI), ISTAT, MEF ed Eurostat per il dossier; ISPRA/IdroGEO per frane e alluvioni sulla mappa — e hanno natura informativa: non sostituiscono i documenti ufficiali né la valutazione di un professionista. Gli esempi delle guide portano su particelle reali, e la scheda si ricalcola a ogni interrogazione.