Come verificare un’azienda prima di comprarla
Le sette verifiche che contano prima di un’offerta — identità, bilanci, chi c’è dietro, eventi negativi, immobili, mercato, reputazione — con la fonte ufficiale di ciascuna e l’ordine in cui farle.
- Prima l’identità (P.IVA, forma, stato): tutto il resto si costruisce su quella.
- I numeri del venditore si confrontano coi bilanci depositati; se non esistono, lo si sa prima di pagare.
- Protesti, titolari effettivi e immobili intestati sono registri pubblici: si controllano, non si chiedono.
01 · Parti dalla partita IVA, non dal nome
Un nome commerciale può appartenere a più società, cambiare nel tempo o non coincidere con la ragione sociale che firma il contratto. La partita IVA no: identifica un solo soggetto. È la prima cosa da chiedere a chi vende — e se esita, è già un’informazione.
Con la P.IVA verifichi in un colpo: che l’impresa esista e sia attiva (VIES, Registro Imprese), qual è la forma giuridica, dove ha la sede legale e da quando opera. Sono dati pubblici e gratuiti; su Dossier Aziende stanno nell’anteprima del dossier.
02 · Le sette verifiche, nell’ordine giusto
- Identità e stato
esiste, è attiva, la forma giuridica è quella dichiarata? (VIES · Registro Imprese)
- Bilanci depositati
fatturato, utile, patrimonio netto e debiti degli ultimi esercizi — e il confronto con quanto dichiara il venditore (Camera di Commercio)
- Chi c’è dietro
soci, amministratori e titolari effettivi: con chi stai davvero trattando (Registro Imprese · Registro Titolari Effettivi)
- Eventi negativi
protesti a registro; con la visura completa anche pregiudizievoli e procedure (Registro Informatico dei Protesti)
- Immobili
la sede è di proprietà o in affitto? Cosa è intestato all’azienda? (Catasto)
- Mercato e zona
quanto vale il metro quadro, chi sono i concorrenti, come va il settore (OMI · ISTAT · MEF · Eurostat)
- Reputazione
presenza web e recensioni: dice del rapporto coi clienti, non dei conti
L’ordine non è casuale: ogni passo dà senso al successivo. Un bilancio si legge diversamente sapendo che il capannone è in affitto, e un protesto pesa diversamente se è di dieci anni fa o dell’anno scorso.
03 · Il confronto che fa la differenza: dichiarato contro depositato
Il venditore dichiara un fatturato; il bilancio depositato ne riporta un altro. Non è per forza un inganno: il dichiarato può includere l’ultimo anno non ancora depositato, o essere “lordo di qualcosa”. Ma la distanza va spiegata, e va spiegata prima dell’offerta, non dopo.
Il valore di un’attività non è il suo fatturato. Un fatturato alto con margini nulli e debiti alti vale meno di uno più piccolo ma sano: guarda EBITDA, posizione finanziaria netta e patrimonio, non la prima riga.
04 · Cosa il dossier non sostituisce
Il dossier è la base informativa: ti dice cosa chiedere e cosa contrattare. Prima di un’offerta vincolante servono comunque una visura aggiornata, la due diligence del commercialista e, se c’è un immobile, un tecnico. Non è un limite del prodotto: è come si compra bene.
I dati di Dossier Aziende vengono da fonti ufficiali e dichiarate — VIES, Registro Imprese, bilanci depositati, Registro Informatico dei Protesti, Agenzia delle Entrate (Catasto e OMI), ISTAT, MEF ed Eurostat per il dossier; ISPRA/IdroGEO per frane e alluvioni sulla mappa — e hanno natura informativa: non sostituiscono i documenti ufficiali né la valutazione di un professionista. Gli esempi delle guide portano su particelle reali, e la scheda si ricalcola a ogni interrogazione.